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consulenza e sviluppo software
Un sito web
Di cosa parliamo quando parliamo di un sito web?

E’ qualcosa per farci trovare?
E’ qualcosa per far sapere chi siamo?
E’ qualcosa per confermare chi siamo a chi ci ha conosciuto per altre vie?
E’ qualcosa per consentirci di comunicare quel che abbiamo da dire?
E’ qualcosa per consentirci di scambiare e condividere opinioni e informazioni?
E’ qualcosa per consentire all’utente delle attività, e quali?
E’ qualcosa per mostrare ciò che abbiamo da vendere?
E’ qualcosa per vendere?
E’ qualcosa per…

Il punto importante qui è che a esigenze diverse si deve far fronte con soluzioni, strumenti, tecnologie diversi. Esigenze semplici possono spesso essere soddisfatte con strumenti semplici e soluzioni standardizzate; esigenze complesse richiederanno risposte complesse, ed ecco che il cocktail di esperienze, il background e la forma mentis dello sviluppatore di software vengono in aiuto.

Questo è vero in particolare quando al sito web non si chiede solo di mostrare un contenuto predefinito, ma di elaborare gli input dell’utente e rispondervi: dietro la parte visibile (le pagine del sito) esiste allora una parte invisibile (l’elaborazione e gestione dei dati), la cui complessità spesso il cliente non immagina neppure.

Proseguendo per questa strada si arriva a soluzioni nelle quale la parte di gestione di dati, procedure e operazioni è preponderante, e le pagine web costituiscono semplicemente la modalità con cui l’utente interagisce con l’applicazione: pensiamo al banking on line, per esempio. Ma ancora più spesso questa impostazione si ritrova, ovviamente riservata agli utenti interni, nelle applicazioni aziendali.

SEO: le promesse e la realtà

Ovvero “Search Engine Optimization”: ottimizzazione del sito per i motori di ricerca, in primo luogo naturalmente per Google. Ovvio che un sito web voglia essere trovato, specie se è, ad esempio, promuove o propone un’attività economica. Per SEO si intende l’insieme di regole e metodi che contribuiscono a migliorare il posizionamento del sito, ovvero l’ordine con cui il sito viene presentato nelle pagine con cui Google e gli altri motori di ricerca rispondono alle richieste.

Abbiamo una cattiva notizia: la presenza del proprio sito ai primi posti nelle pagine di ricerca può essere aiutata, ma non garantita.

Google ha, negli anni, perfezionato ed affinato i criteri con cui classifica e ordina il valore e il contenuto dei siti web e la loro rispondenza alle richieste degli utenti, anche con l’intento di rispondere ai tentativi dei costruttori di siti di distorcere i risultati di ricerca in senso a loro favorevole. Questi criteri sono in numero elevatissimo e non noti, oltre che, come detto, in continua evoluzione.

Un salto qualitativo notevole in questo senso è avvenuto da qualche anno con l’introduzione di algoritmi di “ricerca semantica”: ossia interpretazione e classificazione del contenuto dei siti e delle richieste degli utenti in base al significato delle parole valutato nel contesto (potete verificarlo inserendo come criterio di ricerca una vera e propria domanda, così come la rivolgereste ad un essere umano!).

Si può dire che Google ha progressivamente messo fuori gioco accorgimenti e “trucchi”, la cui applicazione oggi si rivela non solo inutile, ma spesso controproducente, nel senso di svantaggiare o addirittura escludere il sito che vi ricorra.

C'è però anche una buona notizia: Google rende pubbliche le regole a cui i costruttori di siti possono attenersi per consentire ai suoi strumenti di analisi di comprendere (parola non usata a caso) e classificare al meglio i contenuti. Si tratta di regole e di “buone pratiche” che, in estrema sintesi, possono riassumersi in questo modo: usare quegli accorgimenti che facilitano l’esame del contenuto del sito da parte degli strumenti di analisi di Google, e allo stesso tempo mantenere la costruzione del sito ordinata, razionale e aderente agli obiettivi.

Pensateci: quanti sono i bed & breakfast a Roma? Sicuramente nell’ordine di parecchie centinaia almeno. Se qualcuno vi garantisce di essere in grado di far comparire il vostro B & B tra i primi tre nella prima pagina di risposta alla ricerca su Google, dopo averlo promesso chissà a quanti altri, sarà lecito qualche dubbio?

Tablet e smartphone

Oggi i dispositivi mobili quali tablet e smartphone non possono più essere trascurati come fruitori di siti e applicazioni web, al punto che Google ha da poco deciso di privilegiare nella sua classificazione dei siti web la facilità d’uso con questi dispositivi.

Le caratteristiche fondamentali che sotto il profilo dell’utilizzo differenziano un dispositivo mobile da un PC sono: le dimensioni dello schermo, più piccole e assai variabili; la possibilità di modificarne l’orientamento orizzontale/verticale; gli input mediante il tocco.

I possibili approcci sono tre, non mutuamente esclusivi: rendere le pagine web compatibili per quanto possibile con dispositivi diversi (“responsive design”); sviluppare un sito ad hoc, che sarà caricato al riconoscimento di una richiesta proveniente da un mobile; sviluppare un’app, ovvero un’applicazione da installare ed eseguire sul dispositivo mobile, nelle sue varianti (Android, Apple, Windows le principali famiglie).

La scelta va ovviamente valutata caso per caso. Per un sito come questo, semplice ed essenziale, la scelta più naturale è stata la prima.